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lunedì 17 aprile 2017

Nessuno come noi...Luca Bianchini-Mondadori

“Nessuno come noi” di Luca Bianchini
Edito da Mondadori

A cura di Giulia De Nuccio

Si pensa sempre che nessuno possa mai essere uguale all’altro, ognuno di noi ha le sue peculiarità e spesso ne è fiero, altre volte invece se ne vergogna.
Spesso vorremmo essere diversi perché ciò che siamo non ci soddisfa mai e non ci rendiamo conto che la perfezione non esiste. Che luogo sarebbe un mondo senza errori e senza esperienza? Mi verrebbe da dire finto...
Tutti noi ci ricordiamo di quando un tempo eravamo dei giovani adolescenti brufolosi, e ci rendiamo conto che alla fine non è cambiato nulla. Ci sentivamo invicibili, ma questa sicurezza poteva crollare da un momento all’altro come un vaso di cristallo, bellissimo alla vista, ma con un anima delicata all’interno. Desideravamo essere omologati, adatti al gruppo, accettati,  non volevamo essere diversi in fondo, ma non capivamo che sono proprio le “differenze” a renderci unici...

Nel mio eterno peregrinare in generale, mi sono imbattuta nuovamente in un autore che conoscevo e che ho sempre trovato eccentrico e geniale: Luca Bianchini.
Ho incontrato Luca ad un evento dedicato al suo libro precedente (Dimmi che credi al destino), ricordo che mi chiese cosa facevo nella vita e quando gli dissi che organizzavo eventi rimase sorpreso, quasi non ci credeva. Poi mi guardò per un attimo, mi osservò solo per pochi secondi e mi scrisse una dedica, che non scorderò mai perché molto particolare e sentita.
Dopo quell’incontro mi sono ripromessa di voler leggere altri scritti di Luca (famoso anche per il libro “Io che amo solo te”) così ho aspettato che pubblicasse un altro lavoro e ho trovato la sua ultima fatica, “Nessuno come noi” edito da Mondadori.

I protagonisti sono tre adolescenti, Cate, Spagna e Vince; un trio affiatato, diverso tra loro, ma con le stesse preoccupazioni e speranze. Il libro è ambientato a fine anni ottanta a Nichelino (nel torinese) cittadina di origine di Luca.
A questo trio un giorno si aggiunge Romeo, il ricco, il ragazzo "trandy", figlio di un noto professore universitario e di una classica borghese arricchita.
Ovviamente rompe gli equilibri del trio, nonostante quest’ultimo sia estremamente affiatato.
 Vince vorrebbe essere come Romeo, vestire alla moda come lui e abitare in collina nella grande casa del suo compagno di classe. Tuttavia è un ragazzo buono ed intelligente perciò riesce a vedere ciò che c’è di positivo nelle persone e  non entra mai in competizione con nessuno, inoltre è estremamente leale e sincero. Mi ci rivedo molto in questo personaggio, perché anche io sono sempre stata così nonostante la vita mi abbia spesso fatto ricredere.
Cate invece è la classica adolescente indecisa, piena di dubbi e che commette una miriade di errori  (soprattutto in campo sentimentale), ma per fortuna ci sono i suoi amici accanto a lei.
Spagna invece è la ragazza che si è schierata, la “dark lady”, si veste solo di nero e si pettina con una cresta stratosferica e fa la ribelle del gruppo, quella che non accetta il sistema.
Sono tre ragazzi così diversi eppure così uguali, con le stesse paure e le stesse fragilità e non sempre se ne rendono conto. Tutti loro ricercano l’amore e la felicità, ma si sa che per gli adolescenti niente e facile.

Questo libro mi ha riportato indietro nel tempo, quando non esistevano i social network, internet era una chimera irrangiungibile e per telefonare al ragazzo o alla ragazza della quale o del quale si era innamorti si doveva andare alla cabina telefonica e spendere 5.000 lire per comprare la tessera, oppure rompere il porcellino della paghetta per recuperare qualche spicciolo. Il telefono a casa era un lusso e le telefonate interurbane si pagavano profumatamente.
Era un mondo in cui i ragazzi per parlare si incontravano in piazzetta e prendevano il motorino o il pullman per andare a casa dell’altro a studiare o a fare finta di studiare.

Luca ha scritto un libro frizzante e nostalgico allo stesso tempo, dove i protagonisti vivono per la loro amicizia e parlano di lealtà e amore incondizionato. Si tradiscono e si riappacificano, si amano e si odiano e spesso non si rendono conto che sono proprio le loro differenze a farli rimanere uniti.
Ancora una volta l’autore ci fa entrare dentro al suo mondo, un luogo fatto di persone e sentimenti dove la vita è difficile, ma la speranza è l’ultima a morire. 
In “Io che amo solo te” ho apprezzato lo studio che Luca ha fatto, ha sottolineato sfumature di una terra meravigliosa come la Puglia. In “Nessuno come noi” ho apprezzato la genuinità dei personaggi e la loro testardaggine adolescenziale nel voler sperimentare a tutti i costi e nella ricerca del lieto fine.
Ammetto di aver provato un pochino di nostalgia con un pizzico di invidia per tre adolescenti che non si sono mai divisi davvero e che hanno fondato tutto il loro percorso sull’amicizia e sull’amore.

Insomma che dire ancora?

Un saluto “adolescenziale” a tutti!

La vostra blogger,

Giulia