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sabato 30 aprile 2016

Recensione "Dammi la mano" di Simona Binni Marcello Iozzoli edizione Tunuè collana Tipitondi

Nel mio peregrinare tra le fumetterie e le fiere avevo notato un fumetto nella sezione ragazzi, ho esitato nel comprarlo, volevo pensarci un po’. Un giorno una persona molto attenta e importante, vedendolo su uno scaffale lo ha comprato e me lo ha regalato. Avreste dovuto vedere la mia espressione nel riceverlo.


Siete curiosi di sapere di cosa si tratta? Va bene, ve lo dico subito! Si tratta di un fumetto molto bello, si chiama “Dammi la mano” di Simona Binni edizione Tunuè della collana Tipitondi.


Da dove cominciare? Apro il fumetto e la prima cosa che mi colpisce è la frase di un libro che forse avrei dovuto leggere con più attenzione, ve la riporto:

“Se la nostra amicizia dipendesse da cose come lo spazio e il tempo, allora, una volta superati spazio e tempo, noi avremmo anche distrutto questo nostro sodalizio! Non ti pare? Ma se superi il tempo e lo spazio, non vi sarà nient’altro che l’adesso e il qui, il qui e l’adesso”
Richard Bach – il gabbiano Jonathan Livistong, 1970

L’autrice ha voluto riassumere l’essenza della sua storia con questa frase bellissima, di un libro che spegne 46 candeline.

Gianluca (detto Jonathan, il motivo di questo soprannome? Beh lo scoprirete leggendo!) e Maya sono due ragazzini che frequentano la stessa classe.
Entrambi provengono da contesti familiari difficili e a scuola sono spesso soggetti a richiami disciplinari, tanto che dopo una lite particolarmente accesa vengono convocati in presidenza.
Il professor Dante, dopo aver pensato a lungo, decide di punirli in modo originale: puliranno e riverniceranno un vecchio aereo donato dal sindaco alla scuola. Si dovranno impegnare ogni giorno, fino a che il lavoro non sarà completo.


Mi è difficile descrivere tutte le emozioni che ho provato nel leggere questa storia, per farlo vi devo confessare che mi sono sentita come i due protagonisti alla loro età: sola.
Nonostante la mia famiglia non avesse gli stessi problemi dei ragazzi, ero sola, non avevo amici e se avessi avuto un professore come Dante, forse avrei avuto qualcosa di bello da ricordare.
Tuttavia è meraviglioso vedere come due ragazzi pre-adolescenti riescano a crescere, a prendersi le proprie responsabilità e unirsi in un’impresa che li vede protagonisti.
Il lavoro al relitto diventa solo un pretesto per fare qualcosa che li appaghi, durante questa impresa l’opera non diventa più un dovere, una punizione, ma qualcosa da fare, uno scopo da raggiungere.
I colori (merito del colorista Marcello Iozzoli) sono caldi e nitidi, le inquadrature chiare e ben organizzate. Ogni disegnatore ha le sue caratteristiche che lo contraddistinguono, Simona ha la capacità di disegnare in modo moderno e chiaro.

I personaggi hanno il corpo lungo e longilineo, capelli folti, occhi piccoli e nasino all’insù. Tuttavia sono ben caratterizzati e distinguibili tra loro. La storia è ben scritta e strutturata, tiene impegnato il lettore nella sua semplicità e scorrevolezza.

Gli adulti imparano dai ragazzi mentre i ragazzi crescono e si avvicinano agli adulti. Non mancano segreti da svelare e sogni da realizzare. E’ senza dubbio un fumetto destinato ad un pubblico di adolescenti e più.
Non mi sono mai soffermata sulle dimensioni di un fumetto o di un romanzo, ma questa volta voglio farlo.

La forma ergonomica del libro, tipica della Tunuè, dà la possibilità al lettore,soprattutto per i ragazzi, di poter aprire e chiudere il fumetto senza rovinarlo o tagliarsi con la carta; sembra un particolare scontato, ma in realtà è evidente che la casa editrice ha curato molti particolari.

Insomma, che dire? Un libro da leggere, sfogliare e assaporare.
Un saluto “manoso” dalla vostra blogger.

Giulia